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martedì 8 novembre 2011

PD CALABRIA: BELCASTRO, PRESTO I CONGRESSI CON REGOLE CERTE

Svolgere al più presto possibile i congressi e celebrarli secondo regole precise e condivise. È questo il leit motiv che accompagna tutti gli incontri del Partito Democratico che si stanno tenendo in Calabria nell’ultimo periodo.
Non è più rinviabile l’elezione democratica degli organismi del Partito, senza i quali è difficile programmare e gestire l’attività politica di una regione come la Calabria che di politica, quella intesa come servizio alla collettività, come arte di governare la società, ne ha un grande bisogno.
È giunto il momento che le contrapposizioni lascino il posto al dialogo, bisogna mettere da parte le differenze e in nome di un PD unito, si lavori affinché anche in  Calabria il Partito Democratico dimostri di essere quel grande partito nazionale che si accinge a governare la nazione, nel non facile compito di rimettere in piedi l’Italia del postberlusconismo. Ma i grandi partiti si distinguono proprio per la loro capacità di mettere al centro della loro attività il bene comune, e allora al di là del normale confronto dialettico, costruttivo e normale in ogni regime democratico, il Partito Democratico deve saper far tesoro degli scorsi risultati amministrativi. Nei comuni in cui non si è riusciti a trovare una sintesi, dove più alta è stata la litigiosità, dove a prevalere sono stati i personalismi e le logiche delle aree, è arrivata, dura e inesorabile la sconfitta. Con orgoglio allora credo che il modello Crotone debba essere esportato in tutta la regione come esempio di unità e soprattutto di responsabilità a vari livelli: il parlamentare Nicodemo Oliverio, il consigliere regionale Francesco Sulla, i vari livelli provinciali e comunali del PD hanno dimostrato di avere tutti un unico obiettivo, contribuendo di fatto ad unire tutte le anime del Partito e ottenendo il miglior risultato possibile: l’unica vittoria del centrosinistra tra i vari capoluoghi di provincia calabresi.
Vorremmo allora che questo modello animasse gli animi di tutti i democratici affinché si celebrino congressi animati da una sana competizione tutta tesa a migliorare e consolidare il Partito che ha bisogno di rinascere con regole certe e partecipate da tutti, schiudendosi alle forze più giovani e aperte che sono già pronte per proiettare il PD del futuro in una dimensione nuova e più moderna.


PARTITO DEMOCRATICO Crotone
Il Coordinatore Provinciale
Nicola Belcastro

martedì 11 ottobre 2011

Assemblea PD sul caso ENI domani 12/10/2011 ore 18


Considerato il delicato momento che vivono sia la città di Crotone che l’intero territorio provinciale la Federazione del Partito Democratico ha inteso avviare una fase di discussione tra tutti i suoi iscritti.
A tal fine domani, mercoledì 12 ottobre, alle ore 18.00, si terrà presso la sede del PD, sita in via Panella n. 182, un’ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI AL PARTITO DEMOCRATICO nella quale si discuterà delle problematiche legate all’ENI. Scopo del Partito è quello di avviare una discussione ampia nella quale oltre all’analisi dei problemi sarà possibile avanzare proposte e possibili soluzioni per lo sviluppo dell’intera provincia.
All’incontro di domani prenderà parte una delegazione dell’Amministrazione comunale di Crotone.
Anticipatamente ringrazio per la presenza dei giornalisti che interverranno all’incontro e per lo spazio che vorranno dedicare all’iniziativa.
Cordialmente



PARTITO DEMOCRATICO Crotone


Il Coordinatore Provinciale


Nicola Belcastro

martedì 16 agosto 2011

Il PD crotonese dice NO alla soppressione della Provincia di Crotone


Che la venuta di Berlusconi a Crotone, in occasione della campagna elettorale per le comunali, fosse foriera di buoni propositi e di risultati per il territorio, non ci credeva nessuno, ma che fosse il preludio ed il “via libera” alla stagione della mortificazione del Crotonese, era davvero inaspettato. Dopo che il Governatore Scopelliti ha ridimensionato l’ospedale di Crotone, limitandone servizi e mortificando professionalità, dopo che il CIPE, su proposta del Governo, ha dato solo le briciole al SUD ed al Crotonese, riprogrammando in negativo quanto già era stanziato, dopo che il Governo nazionale ha preferito salvare l’ENI prevedendo un accordo transattivo in luogo della quantificazione dei danni arrecati al territorio, non ci aspettavamo l’ultimo “servizio” del Governo delle destre. La soppressione della Provincia di Crotone, si colloca all’interno dello stesso schema. Si insiste sulla mortificazione del territorio crotonese, limitandolo nella sua dignità e riducendolo ad una funzione residuale. La soppressione della provincia non è solo l’eliminazione dell‘ente intermedio, ma il venir meno di tutta una serie di attività che esistono oggi sul territorio (dalla prefettura, alla questura, alle altre direzioni provinciali), che procureranno un arretramento delle condizioni si vita nel nostro territorio ed una diminuzione del livello dei servizi offerti. La provincia di Crotone e tutti gli uffici di valenza provinciale sono un presidio di legalità, di servizi per i cittadini e le imprese, che non possono essere soppressi solo per garantire un discutibile principio, quello del “risparmio” che va solo a gravare sui più deboli. Significativo è stato il ruolo svolto nella nostra provincia dalle varie autorità di pubblica sicurezza, che verrebbero estirpate da un controllo costante del territorio, con conseguente danno per la libertà dei cittadini e le imprese. All’interno di una manovra Iniqua e recessiva, figlia di una crisi economica ampiamente conosciuta e fino all’altro giorno negata dal Governo, si cerca di “esser populisti”, dicendo che si riducono i costi della politica. Dichiarazione assurda e falsa, in quanto ben altri dovrebbero essere gli interventi (a carico della casta che sta in parlamento) e non certo a carico solo degli enti locali, presidio più vicino ai cittadini. Il PD è contro la soppressione indiscriminata e con criteri assurdi delle province. Gli enti intermedi non possono essere mantenuti o chiusi a seconda delle esigenze della Lega Nord, che impone criteri e definisce le modalità. Il riassetto istituzionale passa attraverso una riforma di sistema e non una sforbiciata che crea più squilibri e meno omogeneità dei territori. Siamo anche per la ridefinizione degli ambiti delle provincie stesse, rendendole tutte compatibili anche con gli assurdi requisiti proposti dall’ultima manovra del Governo. Il PD si mobiliterà a difesa di quanto conquistato negli anni passati. Chiamerà a raccolta i cittadini e denuncerà chi è per il mantenimento delle provincie, quando si è in Calabria, per poi sostenerne la soppressione quando si è a Roma. Vogliamo vedere chi sono i Senatori ed i Deputati che voteranno questa manovra e che, con il loro voto, contribuiranno a chiudere le provincie calabresi. Guardiamo a ciò con grande attenzione, ma anche con altrettanta preoccupazione perché la classe politica del centrodestra calabrese è subalterna alla casta romana è perché quando le destre sono classe di governo (come in questo caso alla Provincia, alla Regione ad al Governo), procurano solo danno ai crotonesi.  

Partito Democratico
Provincia di Crotone

giovedì 14 luglio 2011

Pd Crotone: Il Pdl non gode certo buona salute per affidarsi alla senatrice Bianchi che nulla ha da dare a questa città

Nella scorsa campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale di Crotone, il Partito Democratico aveva scritto ai coordinatori provinciali di UDC e PDL proponendo un accordo, un patto bipartizan finalizzato a far firmare ai propri candidati un codice etico, sulla scorta di quello che il PD ha fatto sottoscrivere ai suoi candidati, che evitasse il successivo passaggio degli eletti da uno schieramento all’altro. Ci è sembrata questa una regola importante da poter proporre anche agli avversari politici per garantire la stabilità dell’assise comunale e la conseguente governabilità della città. Non abbiamo ricevuto però risposta alcuna alla nostra lettera. Oggi, a distanza di oltre un mese da quelle elezioni, capiamo perché è seguito solo il silenzio a quello che avevamo definito un “patto di civiltà”, perché si sapeva di non poter garantire che il candidato Sindaco, una volta eletto, non avrebbe cambiato “casacca”. E infatti siamo stati profeti quando, in campagna elettorale, assistendo al balletto di ministri, sottosegretari e presidenti del Consiglio, avevamo preannunciato che presto la candidata a sindaco della città, senatrice Dorina Bianchi, avrebbe svestito i panni dell’UDC per indossare quelli del PDL. Era evidente, lo si leggeva tra le righe ad ogni uscita della senatrice, e poi, in fin dei conti, non era neanche innaturale per una persona che nominata senatrice nelle liste del PD si ritrova dopo appena tre anni a militare nelle fila del PDL dopo essere transitata per l’UDC. Tre partiti in tre anni, una bella media non c’è che dire! Ma se i cambi di casacca a cui è tanto avvezza la senatrice Bianchi non fanno ormai più clamore, quello che lascia più perplessi è come quello che dovrebbe essere il maggior partito del centrodestra, si lasci abbindolare da chi ha fatto del trasformismo politico il suo mestiere, affermando addirittura, per voce del coordinatore del PDL, Umberto Lorecchio, che l’ingresso di Dorina Bianchi nel PDL qualifica il partito. L’affermazione appare quanto meno fuori luogo soprattutto se si considera che la stessa è stata nominata senatrice coi voti del PD e quindi è al Partito Democratico che dovrebbe rispondere e non ad altri, quanto meno per il rispetto degli elettori. È questa la cosa che sconvolge maggiormente, e non l’atteso ulteriore cambio di partito della Senatrice: come può il PDL pensare di qualificare il partito accogliendo a braccia aperte gente che non si fa tanti scrupoli a tradire il proprio elettorato per raggiungere più ambiziosi progetti personali. Si dovrebbe solo diffidare di chi sostiene che oggi la politica è “fluida” e non più ideologica. La mancanza di ideologia decreterebbe la morte della politica e l’essere fluido è tipico di chi si adatta con facilità alle situazioni pur di trovare una condizione di comodo. Come dire, non proprio un bell’acquisto per il PDL che si ritrova così ad essere la prossima vittima di Dorina Bianchi. Non gode certo di buona salute un partito che si affida a Dorina e a movimenti territoriali che non hanno nulla da dare ormai a questa città, e lo affermiamo con una certa amarezza, perché in un sano contraddittorio politico vorremmo che il nostro antagonista fosse un partito più attrezzato e strutturato, così da confrontarsi sulle questioni, e non un partito improvvisato, per non dire quasi inesistente considerando il divario registrato tra PD e PDL alle scorse amministrative. Un partito che vuole essere serio e competitivo non può affidarsi a chi del trasformismo politico è la bandiera, è un errore grossolano che la gente ha già punito e continuerà a punire.


Tutt’altro che partito che si qualifica!

mercoledì 13 luglio 2011

REGIONE: SULLA (PD), RENDERE NOTO RISULTATO BANDI PIA

(ASCA) - Reggio Calabria, 12 lug - ''Ho chiesto al Presidente Scopelliti di conoscere, al piu' presto, gli esiti del procedimento istruttorio relativo alle domande di agevolazione dei Bandi PIA (Pacchetto integrato di agevolazioni) 'Turismo Nuova Ricettivita'' ed 'Ampliamento Ricettivita''''. E' quanto scrive, in una interrogazione depositata presso la Segreteria Generale, il consigliere regionale della Calabria, del Pd, Francesco Sulla. ''La lentezza della macchina amministrativa e la conseguente mancata erogazione delle anticipazioni - dice Sulla - che procura seri danni all'attivita' delle imprese, incidono negativamente sui tempi di realizzazione degli investimenti dichiarati agevolati. La pubblicazione delle graduatorie, infatti, pur contenendo la ragione sociale dei soggetti beneficiari e gli importi di agevolazione concedibile non costituisce titolo per la richiesta delle anticipazioni''.

martedì 1 febbraio 2011

ENOTECA CALABRIA: SULLA(PD), SBAGLIATO ISTITUIRE DUE SEDI

(AGI) - Reggio Calabria, 1 feb. - "E' con soddisfazione, perche' si colma una lacuna grave, ma anche con forte disappunto che ho votato a favore dell'istituzione dell'Enoteca regionale". Lo sostiene il consigliere regionale (Pd) Francesco Sulla, membro dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, che aggiunge: "Siamo alle solite. Quando una provincia dalle antiche radici culturali come Crotone, ma piccola e purtroppo parte di una realta' regionale flagellata dal campanilismo, che e' una delle cause del suo sottosviluppo, ha l'opportunita' di vedersi finalmente riconosciuta una delle sue peculiarita' piu' indiscusse, sia sul piano delle produzioni attuali che della storia enologica mondiale, ti aspetteresti l'unanimita' di vedute nell'individuazione esclusiva, in questo caso dell'Enoteca, nel suo territorio. Invece - chiarisce Sulla - si e' fatta la scelta di una doppia sede dell'Enoteca, che alcuni addirittura, se non ci fossimo opposti tenacemente, avrebbero persino polverizzato ulteriormente in piu' sedi. E sono state introdotte, inoltre, non poche confusioni persino terminologiche, che temo possano impedire all'Enoteca di perseguire gli obiettivi per cui l'abbiamo voluta, a parte l'insufficiente dotazione finanziaria di appena 100mila euro". Per l'esponente del Pd "scegliere Lamezia per l'espletamento delle funzioni d'innovazione tecnologica, mentre a Crotone e' stato assegnato il ruolo storico e di ricerca, e' stato un errore. Lamezia, al piu', avrebbe potuto, grazie alla sua riconosciuta posizione geografia baricentrica, essere luogo di rappresentanza e di 'vetrina' per i nostri vini, mentre il Crotonese avrebbe dovuto essere riconosciuto come luogo esclusivo per la ricerca e l'innovazione legata a tradizioni millenarie, storiche e mitologiche. Cosi' si sarebbe dovuto regolare un legislatore equilibrato, attento alle dinamiche economiche del territorio ed ossequioso dei tratti piu' identificativi e salienti delle realta' calabresi. Ma dinanzi a una maggioranza che e' piegata interamente sulla gestione quotidiana e del tutto priva di strategia economica, comprendo che forse questa e solo questa poteva essere la conclusione.

giovedì 20 gennaio 2011

PESCA: OLIVERIO (PD), TUTELARE IL "CAVIALE CALABRESE"

(AGI) - Catanzaro, 20 gen. - "Il comparto della pesca in Calabria sta attraversando una crisi profonda, ed ancora piu' grave e' quella del settore "pesche speciali", alle prese con le deroghe scadute e la mancanza di ammortizzatori sociali. Per questo e' necessario intervenire subito con risposte vere, concrete". E' quanto chiede il parlamentare del Partito Democratico Nicodemo Oliverio, capogruppo in Commissione Agricoltura alla Camera, che ha presentato una interrogazione al Ministro delle Politiche Agricole, Giancarlo Galan, ed al Ministro della Tutela del mare, Stefania Prestigiacomo. "La scadenza delle deroghe, previste dal regolamento comunitario 1967/2006, relative alle cosiddette "pesche speciali" (bianchetto, rossetto e cicerello) - afferma il deputato del Pd - ha destato grande preoccupazione tra quegli addetti del settore che integrano il proprio reddito con questo tipo di pesca. Per la Calabria questa decisione rappresenta un grave danno che il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ha stimato per la sola pesca del bianchetto intorno ai 17 milioni di euro. In Calabria l'attivita' della pesca del bianchetto e la sua valorizzazione gastronomica ha rappresentato storicamente oltre che una specificita' per la gastronomia, tanto da essere definito "il caviale calabrese", anche un'importante integrazione del reddito, per un numero cospicuo di operatori del settore. In particolare nella nostra regione l'attivita' delle pesche speciali regolamentate insieme a quelle tradizionali sugli ambiti locali (pesce pettine, cicerello e costardella in particolare) coinvolge l'80 per cento delle circa 700 imbarcazioni di piccola pesca costiera per un totale, su questo segmento, di oltre 1000 addetti. Gli effetti nefasti di queste scelte hanno prodotto tra il 2003 ed il 2008 una diminuzione delle imbarcazioni (-110), degli occupati (-770 unita'), delle catture (-2540) e del valore della produzione (-14 milioni di euro)". Alla luce di questa drammatica situazione, Nicodemo Oliverio chiede ai ministri interessati, " in attesa dei piani di gestione, la concessione delle deroghe per la pesca speciale, come il bianchetto, il rossetto e il cicerello, cosi come e' avvenuto per altri paesi dell'Unione europea, ed interventi a sostegno dell'occupazione di coloro che da tempo praticano l'attivita' delle pesche speciali che ha rappresentato una significativa forma di integrazione del loro reddito soprattutto in questi anni di crisi che il settore ha affrontato, nonche' per valorizzare le vocazioni territoriali e garantire la salvaguardia e la tutela degli ecosistemi e della biodiversita', cercando inoltre di promuovere regole condivise per una pesca sostenibile ed evitare che i nostri mercati possano essere invasi da prodotti esteri che non sempre garantiscono genuinita' e freschezza".

mercoledì 5 gennaio 2011

Cumulabilità delle cariche elettive: provvedimento “salva casta”


Il PD di Crotone prende nettamente le distanze dall’emendamento approvato nell’ultimo Consiglio Regionale con il quale viene si abrogata l’incompatibilità tra la carica di assessore o consigliere regionale con quella di Sindaco e presidente di Provincia. Quest’atto dimostra la pericolosità della attuale classe dirigente alla guida della nostra regione che, in modo spregiudicato, approva (con il voto contrario dei rappresentanti del PD) dopo una lunghissima seduta una modifica sostanziale delle legge elettorale, che sarebbe invece dovuta essere oggetto di confronto e dialogo da parte dell’intero consiglio, e che in modo altrettanto palese porta allo scoperto quello che ormai si sta dimostrando come il governo del trasversalismo e dell’inciucio. Da un atto del genere tutto si può dedurre tranne che possa dare una svolta politica e di rappresentatività della classe dirigente. Bensì è un chiaro esempio di malcostume della politica, un vulnus alla democrazia, attuato con arroganza ed un’infinita ipocrisia, e che mette a nudo accordi trasversali che umiliano tutti coloro che sono spinti ancora da sani principi etici e morali. Fa bene il PD ad opporsi a questi giochi di potere perché rappresentano l’ultima spiaggia per chi spera di mantenere ben salda la poltrona, ed annientare una nuova classe dirigente che con fatica, ma altrettanto coraggio e dedizione, sta cercando di emergere fondando la propria azione solo su sani principi etici e democratici. Confidiamo nell’annullamento da parte della Corte Costituzionale di questo sciagurato provvedimento. E comunque in caso contrario, siamo sicuri che l’eventuale referendum abrogativo, al quale fin da subito diamo la nostra più ampia adesione, saprà cancellare tale norma. È chiaro che la bussola è stata smarrita e che difficilmente potrà di nuovo orientare dirigenti e rappresentati che cercano con queste manovre trasversali di mantenere il loro status di “privilegiati” di lungo termine, a scapito di una regione che deve necessariamente cambiare marcia, soprattutto rispetto al percorso intrapreso negli ultimi mesi con alla guida il presidente Scopelliti, il quale una volta vinte le elezioni non trova di meglio da fare che aiutare alcuni percorsi poco chiari, di transfughi che hanno solo “ricevuto” dalla politica e che offendono tutti i calabresi e le loro istituzioni. Con questo provvedimento “salva casta” non si fa altro che ridimensionare quello che è un livello già basso di credibilità della politica e delle istituzioni in genere. Si affrontati. Si cerca di bloccare la formazione di un’alternativa seria e credibile ad una certa classe dirigenziale che ormai ha dato. Per tutto questo è opportuno che vengano richiamati in tutte le sedi di discussione quelli che sono ancora degli ideali illuminanti e per i quali bisogna che il PD si spenda per far si che possano ritornare ad essere davvero patrimonio di tutti e non solo in campagna elettorale.
 
Partito Democratico Crotone

mercoledì 22 dicembre 2010

Crotone la pattumiera della Calabria!

Ci risiamo. Ancora una volta per questo territorio si prospetta la solita, ineludibile e sconcertante funzione: Crotone la pattumiera della Calabria! E tutto in un quadro di contesto, quello della situazione rifiuti in Calabria, ben lontana dall’essere risolta, anzi, ogni giorno che passa la questione diventa sempre più emergenziale (alla faccia delle promesse del governatore – commissario emergenza ambientale Scopelliti). E sappiamo bene cosa significa poi dover agire in uno stato di emergenza (Campania docet). Il piano regionale sui rifiuti è quasi completamente disatteso. L’autonomia funzionale ed operativa dei cinque territori provinciali è distante anni luce dall’essere realizzata. Il piano delle discariche non è di fatto partito e quelle esistenti sono oramai in via di esaurimento. La cervellotica riconferma del raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro, che a nostro avviso troverà di nuovo la giusta e sacrosanta opposizione delle istituzioni e delle popolazioni locali, rappresenta, ove ve ne fosse bisogno, il fallimento di una politica verticistica ben lontana dal “sentire” ciò che le popolazioni e le Istituzioni locali dicono e vogliono. Ancora oggi gli Enti Locali (il pubblico) devono gestire le briciole di un sistema che non funziona e che permette solo ai privati di fare business. E’ un sistema che sta collassando che, per essere rimesso in sesto, deve trovare condizioni profondamente diverse di programmazione e gestione. La “filiera corta” deve vedere protagonisti gli Enti Locali, ai quali non può essere demandato solo ed unicamente la raccolta dei rifiuti, ma deve essere data la possibilità della gestione dei servizi a maggior valore aggiunto attraverso i quali far funzionare il sistema, governare il territorio e riversare gli introiti su una “giusta politica tariffaria” (gestione degli impianti di trattamento, discariche ecc..).  Ed in questo contesto di grande inefficienza del “sistema rifiuti in Calabria”, ecco che rispunta a Crotone il progetto di un’altra discarica a Columbra. Discarica di 140.000 tonnellate annue, non specificando quanti sono gli anni di attività  previsti. Se presumiamo 15 anni, di solito è questa la vita media di una discarica, parliamo di oltre due milioni di tonnellate di abbancamento (altro che rifiuti della sola provincia di Crotone). Ma poiché non bastava è previsto nel progetto anche un impianto di selezionamento dei rifiuti e uno di captazione di biogas. Non c’è che dire un bel progetto che, per come funzionano, o meglio, non funzionano le cose in Calabria, significherà Crotone e il suo territorio al centro delle “politiche delle immondizie” della Calabria. E tutto questo per un territorio che questo ruolo, purtroppo, lo ha già recitato negli anni passati. Quanti rifiuti abbiamo preso da dentro e fuori la regione! Il Partito Democratico ribadisce con forza il suo NO ALLE DISCARICHE sul territorio della Provincia di Crotone (come già si son espressi i Consigli Comunali, anche alla luce delle innumerevoli richieste di realizzare nuove discariche), riconferma l’esigenza che i territori siano autosufficienti ed invita, con azioni concrete da mettere in campo, ad iniziare una “VERA” politica di incentivazione e fiscalizzazione per la raccolta differenziata. CROTONE HA GIA DATO, ED ANCHE TROPPO e riteniamo di non dover ripercorrere strade che procurano un prossimo “stato di emergenza” ed una successiva disponibilità a portare nel territorio della Provincia di Crotone rifiuti provenienti da altre realtà. 0Tutte le Amministrazioni Locali che vedono il PD al governo dei Comuni ed anche dove siamo all’opposizione, sono impegnate a mobilitarsi contro questo progetto e chiameremo, nei prossimi giorni, i Cittadini, gli Amministratori, le Associazioni, le Forze Politiche e Economiche ed i Sindacali ad una iniziativa nella quale discutere del problema per adottare le opportune iniziative. 



Crotone 22 Dicembre 2010
            Partito Democratico
Federazione Provinciale di Crotone

venerdì 3 dicembre 2010

Il Pd crotonese a confronto con il mondo del lavoro

Nell’ambito delle iniziative, finalizzate ad una nuova fase di ascolto e di coinvolgimento delle rappresentanze del mondo del lavoro  e delle imprese, il Coordinamento Provinciale del Partito Democratico ha incontrato i Segretari Generali di CGIL-CISL-UIL ( Spataro  - De Tursi -Tomaino).  Il Coordinamento provinciale, ha evidenziato che il Partito Democratico, si candida  a funzioni di governo delle problematiche dei cittadini e del mondo del lavoro, scegliendo come interlocutori essenziali e insostituibili i rappresentanti dei lavoratori e delle imprese.  Il Coordinatore provinciale del PD, ha identificato nella bonifica, la madre di tutte le emergenze che il territorio continua a subire, ma anche e soprattutto elemento derimente di ogni ipotesi di sviluppo e di crescita economica e sociale che i livelli istituzionali locali potranno e dovranno conseguire; fermo restando che qualsiasi realizzazione al ribasso della bonifica vedrà il PD di Crotone schierato al fianco dei cittadini e delle associazioni. Rimane, inoltre, prioritaria la difesa ed il rilancio della sanità locale, della scuola e della formazione, della tutela e della difesa del territorio, del sostegno alla magistratura ed alle forze dell’ordine nella lotta alla criminalità organizzata per l’affermazione dei principi della legalità. Questi ,soltanto ,alcuni dei punti che hanno fatto parte di un lungo ed approfondito confronto. I Segretari Generali di CGIL-CISL-UIL, pur nel rispetto dei ruoli, delle responsabilità e delle rispettive autonomie, hanno condiviso ed apprezzato il nuovo corso che il PD ha inteso assumere, assicurando la propria disponibilità ad un confronto schietto e continuo sulle problematiche evidenziate. Volendo, infine, valorizzare il messaggio di fiducia e di speranza che questa iniziativa può veicolare unitamente al patto sullo sviluppo, sottoscritto dalle parti sociali, dal sistema economico-produttivo  del territorio e dai livelli politico-istituzionali.

Il coordinamento Provinciale PD