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martedì 16 agosto 2011

Il PD crotonese dice NO alla soppressione della Provincia di Crotone


Che la venuta di Berlusconi a Crotone, in occasione della campagna elettorale per le comunali, fosse foriera di buoni propositi e di risultati per il territorio, non ci credeva nessuno, ma che fosse il preludio ed il “via libera” alla stagione della mortificazione del Crotonese, era davvero inaspettato. Dopo che il Governatore Scopelliti ha ridimensionato l’ospedale di Crotone, limitandone servizi e mortificando professionalità, dopo che il CIPE, su proposta del Governo, ha dato solo le briciole al SUD ed al Crotonese, riprogrammando in negativo quanto già era stanziato, dopo che il Governo nazionale ha preferito salvare l’ENI prevedendo un accordo transattivo in luogo della quantificazione dei danni arrecati al territorio, non ci aspettavamo l’ultimo “servizio” del Governo delle destre. La soppressione della Provincia di Crotone, si colloca all’interno dello stesso schema. Si insiste sulla mortificazione del territorio crotonese, limitandolo nella sua dignità e riducendolo ad una funzione residuale. La soppressione della provincia non è solo l’eliminazione dell‘ente intermedio, ma il venir meno di tutta una serie di attività che esistono oggi sul territorio (dalla prefettura, alla questura, alle altre direzioni provinciali), che procureranno un arretramento delle condizioni si vita nel nostro territorio ed una diminuzione del livello dei servizi offerti. La provincia di Crotone e tutti gli uffici di valenza provinciale sono un presidio di legalità, di servizi per i cittadini e le imprese, che non possono essere soppressi solo per garantire un discutibile principio, quello del “risparmio” che va solo a gravare sui più deboli. Significativo è stato il ruolo svolto nella nostra provincia dalle varie autorità di pubblica sicurezza, che verrebbero estirpate da un controllo costante del territorio, con conseguente danno per la libertà dei cittadini e le imprese. All’interno di una manovra Iniqua e recessiva, figlia di una crisi economica ampiamente conosciuta e fino all’altro giorno negata dal Governo, si cerca di “esser populisti”, dicendo che si riducono i costi della politica. Dichiarazione assurda e falsa, in quanto ben altri dovrebbero essere gli interventi (a carico della casta che sta in parlamento) e non certo a carico solo degli enti locali, presidio più vicino ai cittadini. Il PD è contro la soppressione indiscriminata e con criteri assurdi delle province. Gli enti intermedi non possono essere mantenuti o chiusi a seconda delle esigenze della Lega Nord, che impone criteri e definisce le modalità. Il riassetto istituzionale passa attraverso una riforma di sistema e non una sforbiciata che crea più squilibri e meno omogeneità dei territori. Siamo anche per la ridefinizione degli ambiti delle provincie stesse, rendendole tutte compatibili anche con gli assurdi requisiti proposti dall’ultima manovra del Governo. Il PD si mobiliterà a difesa di quanto conquistato negli anni passati. Chiamerà a raccolta i cittadini e denuncerà chi è per il mantenimento delle provincie, quando si è in Calabria, per poi sostenerne la soppressione quando si è a Roma. Vogliamo vedere chi sono i Senatori ed i Deputati che voteranno questa manovra e che, con il loro voto, contribuiranno a chiudere le provincie calabresi. Guardiamo a ciò con grande attenzione, ma anche con altrettanta preoccupazione perché la classe politica del centrodestra calabrese è subalterna alla casta romana è perché quando le destre sono classe di governo (come in questo caso alla Provincia, alla Regione ad al Governo), procurano solo danno ai crotonesi.  

Partito Democratico
Provincia di Crotone

mercoledì 11 maggio 2011

La presenza di Berlusconi un disastro per la Bianchi

Che il Premier Berlusconi con la sua venuta a Crotone avrebbe fatto parlare di se non avevamo il minimo dubbio, ma che ci avrebbe regalato tanti elementi per convincerci, ove mai ce ne fosse stato bisogno, che Dorina Bianchi non può essere la persona giusta per guidare Crotone, beh, questo proprio non ce lo aspettavamo. Abbiamo già ricordato ai crotonesi l’abilità della senatrice Bianchi nel cambio di casacca e ieri abbiamo avuto solo la conferma che nello scorso comunicato eravamo stati profeti, annunciando anticipatamente il suo passaggio dall’UDC al PDL. Perché lo show consumatosi ieri al Palamilone questo voleva significare. Non si capisce altrimenti il perché Berlusconi, che in Parlamento deve fare i conti con l’opposizione di Casini, venga a sostenere a Crotone la designazione a sindaco della candidata dell’UDC, presentata al pubblico, non dimentichiamolo, dallo stesso Casini in compagnia del presidente Scopelliti, il 28 marzo scorso al teatro Apollo con tanto di scenografia inneggiante all’UDC. E ieri, nel seguire la diretta dal Palamilone, Berlusconi per una frazione di secondo ci ha lasciato senza parole all’affermazione che “Il Governo oggi ha una maggioranza imbattibile, e abbiamo finalmente la possibilità di portare avanti le riforme soprattutto ora che possiamo farle riforme senza Fini e Casini”. Perché questa affermazione è stata senz’altro forte in un comizio in cui si doveva sostenere la candidata di Casini. Ma se Berlusconi ci ha lasciato senza parole, Dorina ci ha lasciato senza fiato nell’accondiscendere col suo silenzio all’affermazione del Premier. La presa di posizione invece, l’ha avuta e come il segretario nazionale dell’UDC, che dopo aver programmato la sua venuta a Crotone a sostegno della Bianchi, ha annunciato ieri sera stessa di aver annullato la sua tappa in città “perché non posso accettare che un candidato sindaco designato dal mio partito non reagisca davanti alle provocazioni di un presidente del Consiglio che attacca il leader dell'Udc”. E poi Cesa ha continuato a tuonare sostenendo la tesi che noi portiamo avanti da tempo: “evidentemente la senatrice Bianchi che è stata eletta in Parlamento nelle liste del Pd e che poi è transitata nel nostro gruppo parlamentare – ha dichiarato Cesa -, non ritiene di aver completato il proprio tragitto politico”. Ci si chiede a questo punto quali saranno gli sviluppi dopo che la rappresentanza nazionale di un intero partito è stata mortificata con la compiacenza della propria candidata a sindaco. E poi, non dimentichiamo che ieri Crotone ha dovuto subire l’ennesima mortificazione, non solo nell’ospitare quel Berlusconi che mai ha dimostrato di avere a cuore le sorti della città, ma nel dover ascoltare le solite promesse da campagna elettorale che mortificano l’intelligenza delle persone in generale ed in particolare di quei crotonesi tanto desiderosi di fatti concreti e soprattutto realizzabili. Perché un territorio che soffre da sempre per carenze infrastrutturali, per emergenze ambientali, per disagi nella sanità etc., non può tollerare che nel giro di due giorni vengano promesse bonifica, SS 106, porto, aeroporto, ospedale. Neanche l’ingenuità di un bambino potrebbe credere a tanto! Da un uomo che ha promesso meno tasse, pensioni più alte, grandi opere e lavoro ed in cambio ha regalato all’Italia e in particolare al Sud un fisco più alto, pensioni minime al di sotto dei 500€, cantieri fermi in tutta Italia, disoccupati da record, e che ha completamente cancellato dalla sua agenda le politiche per il Sud al fine di consolidare il suo sodalizio con Bossi non ci si può proprio aspettare nulla di buono. E concludiamo dicendo che Berlusconi insieme a Dorina fa proprio una bella coppia. Una coppia di persone impegnate a garantire solo se stessi in barba agli interessi della collettività e ad ogni principio etico.

mercoledì 16 febbraio 2011

Oliverio sollecita l'invio della Commissione d'Accesso alla Provincia

(ANSA) - CATANZARO, 16 FEB - L'invio di una commissione d'accesso alla Provincia di Crotone, per presunte infiltrazioni mafiose, e' stato sollecitato dal parlamentare del Pd Nicodemo Oliverio. 'Gia' il 18 marzo 2010 - afferma Oliverio - alcuni parlamentari del Pd, primo firmatario Marco Minniti, avevano presentato un'interrogazione al Ministro dell'Interno per chiedere l'invio della Commissione d'accesso nell' ente. L'interrogazione prendeva spunto da una serie di vicende che hanno coinvolto anche l'ex senatore Nicola Di Girolamo. Ricordo che le ultime elezioni provinciali sono state vinte dal centrodestra al ballottaggio per 2351 voti di differenza, che i comuni di Isola Capo Rizzuto e Cutro hanno eletto sei consiglieri provinciali su quattordici della maggioranza e che l'incremento maggiore di voti rispetto al primo turno e' stato registrato proprio ad Isola Capo Rizzuto'. L'esponente del Pd aggiunge 'che il sottosegretario Davico in risposta all'interrogazione aveva sostenuto che 'qualora emergessero indizi rivelatori, in modo univoco, di condizionamenti mafiosi, il ministero dell'Interno non manchera' di attivare immediatamente gli strumenti posti dalla vigente normativa a presidio della legalita'. Il 21 gennaio, nell'operazione Hydra della Dda di Catanzaro risulta indagato per voto di scambio l'assessore provinciale di Crotone, Gianluca Marino. Dell'interessamento delle cosche per favorire Marino sarebbe stato a conoscenza anche l'attuale presidente della Provincia, Stano Zurlo, che non risulta indagato. Un'altra operazione, Hydra 2, con ulteriori arresti, ha fatto emergere nuovi elementi sui legami tra amministrazione provinciale e malavita organizzata'. 'Ora - conclude Oliverio - il presidente della Provincia Zurlo ha revocato tutti gli assessori. Con il susseguirsi di questi fatti, che fanno ben 'emergere indizi rivelatori' chiedo come sia possibile che il Ministro dell'Interno non abbia ancora provveduto ad inviare la Commissione d'accesso'. (ANSA).

martedì 1 febbraio 2011

ENOTECA CALABRIA: SULLA(PD), SBAGLIATO ISTITUIRE DUE SEDI

(AGI) - Reggio Calabria, 1 feb. - "E' con soddisfazione, perche' si colma una lacuna grave, ma anche con forte disappunto che ho votato a favore dell'istituzione dell'Enoteca regionale". Lo sostiene il consigliere regionale (Pd) Francesco Sulla, membro dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, che aggiunge: "Siamo alle solite. Quando una provincia dalle antiche radici culturali come Crotone, ma piccola e purtroppo parte di una realta' regionale flagellata dal campanilismo, che e' una delle cause del suo sottosviluppo, ha l'opportunita' di vedersi finalmente riconosciuta una delle sue peculiarita' piu' indiscusse, sia sul piano delle produzioni attuali che della storia enologica mondiale, ti aspetteresti l'unanimita' di vedute nell'individuazione esclusiva, in questo caso dell'Enoteca, nel suo territorio. Invece - chiarisce Sulla - si e' fatta la scelta di una doppia sede dell'Enoteca, che alcuni addirittura, se non ci fossimo opposti tenacemente, avrebbero persino polverizzato ulteriormente in piu' sedi. E sono state introdotte, inoltre, non poche confusioni persino terminologiche, che temo possano impedire all'Enoteca di perseguire gli obiettivi per cui l'abbiamo voluta, a parte l'insufficiente dotazione finanziaria di appena 100mila euro". Per l'esponente del Pd "scegliere Lamezia per l'espletamento delle funzioni d'innovazione tecnologica, mentre a Crotone e' stato assegnato il ruolo storico e di ricerca, e' stato un errore. Lamezia, al piu', avrebbe potuto, grazie alla sua riconosciuta posizione geografia baricentrica, essere luogo di rappresentanza e di 'vetrina' per i nostri vini, mentre il Crotonese avrebbe dovuto essere riconosciuto come luogo esclusivo per la ricerca e l'innovazione legata a tradizioni millenarie, storiche e mitologiche. Cosi' si sarebbe dovuto regolare un legislatore equilibrato, attento alle dinamiche economiche del territorio ed ossequioso dei tratti piu' identificativi e salienti delle realta' calabresi. Ma dinanzi a una maggioranza che e' piegata interamente sulla gestione quotidiana e del tutto priva di strategia economica, comprendo che forse questa e solo questa poteva essere la conclusione.

mercoledì 5 gennaio 2011

Cumulabilità delle cariche elettive: provvedimento “salva casta”


Il PD di Crotone prende nettamente le distanze dall’emendamento approvato nell’ultimo Consiglio Regionale con il quale viene si abrogata l’incompatibilità tra la carica di assessore o consigliere regionale con quella di Sindaco e presidente di Provincia. Quest’atto dimostra la pericolosità della attuale classe dirigente alla guida della nostra regione che, in modo spregiudicato, approva (con il voto contrario dei rappresentanti del PD) dopo una lunghissima seduta una modifica sostanziale delle legge elettorale, che sarebbe invece dovuta essere oggetto di confronto e dialogo da parte dell’intero consiglio, e che in modo altrettanto palese porta allo scoperto quello che ormai si sta dimostrando come il governo del trasversalismo e dell’inciucio. Da un atto del genere tutto si può dedurre tranne che possa dare una svolta politica e di rappresentatività della classe dirigente. Bensì è un chiaro esempio di malcostume della politica, un vulnus alla democrazia, attuato con arroganza ed un’infinita ipocrisia, e che mette a nudo accordi trasversali che umiliano tutti coloro che sono spinti ancora da sani principi etici e morali. Fa bene il PD ad opporsi a questi giochi di potere perché rappresentano l’ultima spiaggia per chi spera di mantenere ben salda la poltrona, ed annientare una nuova classe dirigente che con fatica, ma altrettanto coraggio e dedizione, sta cercando di emergere fondando la propria azione solo su sani principi etici e democratici. Confidiamo nell’annullamento da parte della Corte Costituzionale di questo sciagurato provvedimento. E comunque in caso contrario, siamo sicuri che l’eventuale referendum abrogativo, al quale fin da subito diamo la nostra più ampia adesione, saprà cancellare tale norma. È chiaro che la bussola è stata smarrita e che difficilmente potrà di nuovo orientare dirigenti e rappresentati che cercano con queste manovre trasversali di mantenere il loro status di “privilegiati” di lungo termine, a scapito di una regione che deve necessariamente cambiare marcia, soprattutto rispetto al percorso intrapreso negli ultimi mesi con alla guida il presidente Scopelliti, il quale una volta vinte le elezioni non trova di meglio da fare che aiutare alcuni percorsi poco chiari, di transfughi che hanno solo “ricevuto” dalla politica e che offendono tutti i calabresi e le loro istituzioni. Con questo provvedimento “salva casta” non si fa altro che ridimensionare quello che è un livello già basso di credibilità della politica e delle istituzioni in genere. Si affrontati. Si cerca di bloccare la formazione di un’alternativa seria e credibile ad una certa classe dirigenziale che ormai ha dato. Per tutto questo è opportuno che vengano richiamati in tutte le sedi di discussione quelli che sono ancora degli ideali illuminanti e per i quali bisogna che il PD si spenda per far si che possano ritornare ad essere davvero patrimonio di tutti e non solo in campagna elettorale.
 
Partito Democratico Crotone

mercoledì 1 dicembre 2010

Incontro a Torre Melissa “per una vera enoteca regionale”

30/11/2010 - «Una vera enoteca regionale nel territorio della contea del Cirò per dare impulso alle attività di promozione della vitivinicoltura, per promuovere il territorio e valorizzare l’enodistintività, e per mettere in campo innovazioni e tecnologie al servizio degli operatori del comparto, costretti a misurasi con le tante storiche questioni strutturali e con emergenze che mordono il settore.  È, inoltre, necessario promuovere una cultura del vino e della nostra gastronomia come occasione per favorire un sistema turistico integrato che coinvolga i territori marini e i comuni dell’entroterra della provincia crotonese». Sono le parole dell’onorevole Nicodemo Oliverio espresse durante un incontro svoltosi a Torre Melissa nei giorni scorsi nella sede della Torre Aragonese, organizzato dal circolo Pd di Melissa, grazie all’impegno della coordinatrice Maria Teresa Tristaino, per discutere in merito all’istituzione dell’enoteca regionale con i sindaci dei paesi del cirotano e del circondario. Al dibattito erano presenti oltre all’onorevole Oliverio: Nicola Belcastro coordinatore provinciale Pd, Francesco Sulla consigliere regionale del Pd, il presidente del Consorzio tutela vini Cirò-Melissa, Gaetano Cianciaruso; i sindacati Cgil, Cisl, Uil e le associazioni di categoria, intervenuti anche per supportare le legittime richieste dei primi cittadini.
Ormai da anni si progetta di istituire un’enoteca Regionale, un ente di supporto e promozione per l’intero comparto vitivinicolo. Sul progetto in passato si sono avute diverse discussioni, qualche ipotesi sulla possibile posizione e anche qualche finanziamento, ed oggi con due territori in lizza a contendersi la collocazione, il lametino e il crotonese, la soluzione della giunta Scopelliti è stata semplice, realizzare due enoteche, soluzione apprezzabile se non fosse per il fatto che le due non sarebbero della stessa natura. Nel lametino l’enoteca avrebbe funzione di ricerca e innovazione tecnologica, al territorio di Crotone sarebbe affidata invece un’enoteca che di fatto avrà la sola funzione di vetrina. Nel crotonese la decisione delle giunta è considerata inadeguata se non palesemente dannosa, anche perché all’interno del territorio di Crotone, il cirotano sarebbe di fatto la zona più adeguata per ospitare l’enoteca regionale, e inoltre da alcuni dati pare più che evidente che dovrebbe potere usufruire di un ente in grado di fare ricerca e innovazione: nel lametino sono collocate solo tre cantine, mentre nel solo territorio del cirotano le cantine sono oltre venti, e ancora la superficie iscritta a doc è di 69 ettari nel catanzarese, mentre nel crotonese è di oltre mille ettari, infine come hanno sostenuto molti dei primi cittadini presenti all’incontro, il Cirò e il Melissa, ottimi vini doc, sono la piena espressione di un territorio, non solo un prodotto d’eccellenza ma un fattore distintivo dell’intera Calabria, senza considerare poi che una vetrina avrebbe una ragione più significativa in un luogo di flusso turistico come Lamezia dove c’è una aeroporto e uno snodo ferroviario.  In conclusione all’incontro le richieste dei sindaci sono diventate un documento da presentare alla giunta Scopelliti perché possa effettuare una scelta che tenga conto della specificità dei territori.(www.quicalabria.it)

martedì 23 novembre 2010

RIFIUTI: L’on. NICODEMO OLIVERIO, NO A DISCARICA AMIANTO SCANDALE

'Bloccare l'avvio dei lavori della discarica di amianto a Scandale, nel Crotonese'. E' quanto ha chiesto il parlamentare del Pd Nicodemo Oliverio , capogruppo in Commissione Agricoltura alla camera. 'Domenica scorsa - ha sostenuto Oliverio - ho partecipato ad una manifestazione pacifica a Scandale. A prescindere dalle loro appartenenze politiche, i manifestanti hanno gridato il loro 'no' alla costruzione della piu' grande discarica di amianto. Il sito ricade nei pressi del confine del comune di Crotone. L'area individuata e' sottoposta a vincolo idrogeologico e sismico ed e' particolarmente ricca di falde acquifere. Il sito confina con numerose ed apprezzate aziende di apicoltori. Vi sono, inoltre, alcune aziende zootecniche. Sono presenti uliveti e vigneti rientranti nell'Igt 'Valle di Neto''. 'L'invaso della discarica - ha aggiunto l'esponente del Pd - dovrebbe consentire di abbancare ben 450 mila tonnellate di amianto, quasi un quindicesimo di quello esistente in Italia. Il Consiglio comunale di Scandale e quello provinciale di Crotone hanno espresso forte contrarieta' alla realizzazione di qual si voglia tipologia di discarica. Dai dati forniti dall'Inail risulta che a Crotone l'allora forte concentrazione di industrie chimiche ha gia' toccato pesantemente la salute dei cittadini provocando diversi morti oltre al diffondersi di malattie tumorali. Tale situazione desta grande allarme nella popolazione. Il 13 maggio scorso ho presentato un'interrogazione che, nonostante la gravita' della situazione, ancora attende una risposta, per verificare se le garanzie tecniche offerte dalla societa' che dovrebbe realizzare la discarica, il cui capitale sociale e' di solo 15 mila euro, siano adeguate rispetto alla complessita' del progetto; per conoscere le iniziative da assumere in riferimento ai potenziali effetti nocivi sull'ambiente e sulla salute dei cittadini, considerato il gia' troppo elevato tasso di mortalita' da tumore registrato nella provincia di Crotone; per verificare se la presenza di una nuova discarica sia compatibile con la diffusa presenza di altre discariche di rifiuti gia' esistenti nel territorio crotonese con il rischio di compromettere tutte le attivita' legate alle produzioni agroalimentari'. 'Per tutte queste ragioni ed in attesa della convocazione della conferenza dei servizi e dei necessari studi che dovranno essere effettuati dalle autorita' pubbliche - ha concluso Oliverio - e' indispensabile che il Governo assuma una forte e significativa iniziativa per inibire l'avvio dei lavori della discarica di amianto di Scandale, che rappresenterebbe un vero e proprio schiaffo a tutta la comunita' del comprensorio'.

Sulla interroga la giunta regionale


Perché il Genio civile, già ufficialmente istituito, non viene reso operativo? Perché è stata sospesa l’erogazione dei contributi destinati alle associazioni di volontariato e alla realizzazione di opere pubbliche? Sono le domande che ha posto il consigliere regionale del Pd, Francesco Sulla, presentando due interrogazioni con cui si criticano i primi passi mossi dalla Giunta regionale verso Crotone e la sua provincia. “In otto mesi non c’è stato un solo atto a favore della nostra provincia – ha sostenuto Sulla –, l’attuale Giunta regionale è più impegnata a mettere in discussione il lavoro degli anni precedenti che a fare cose nuove”. E questo, per una provincia piccola, è una cosa drammatica, secondo l’ex assessore regionale, perché i territori forti della regione sono altri e spesso fanno squadra a loro difesa. “La delegazione di consiglieri regionali crotonesi – ha aggiunto – dovrebbe svolgere un ruolo più incisivo lavorando in sinergia, mettendo da parte le appartenenze politiche quando c’è da difendere l’interesse del territorio, come spesso è avvenuto nella precedente legislatura. Purtroppo a Crotone questa vocazione al lavoro comune è meno spiccata che in altre zone”.
L’obiettivo, in sostanza, è quello di riuscire a fare la voce grossa perché, mentre con Emilio De Masi si è costruito un feeling a difesa delle ragioni del cirotano per la questione dell’enoteca regionale, “i colleghi della maggioranza sono impegnati soltanto a giustificare le uscite di Scopelliti”. Sulla ha tirato in ballo, più d’una volta, il ruolo della vicepresidente Antonella Stasi, sostenendo che “adesso è meno attiva di quando faceva la presidente dell’associazione degli industriali” e che si è appiattita sulle posizioni dominanti in Regione anziché difendere gli interessi crotonesi. La storia del Genio civile (Crotone è l’unica provincia a non avercelo ancora) è un emblema di questa filosofia: istituito dalla precedente Giunta regionale con delibera del 3 marzo 2010, trasformando un ufficio regionale già esistente e individuandone la sede negli uffici che la Regione ha in fitto a Bernabò, ancora non è operativo. “Con la delibera di istituzione già fatta, i locali disponibili e il personale già individuato tramite un sondaggio – chiosa Sulla – non si capisce come mai ancora il Genio civile non parta. Questa circostanza – ha aggiunto – produce un notevole disagio a cittadini, tecnici ed istituzioni che si vedono costretti a spostarsi a Catanzaro”. L’altra vicenda riguarda i contributi, già approvati con decreto dalla precedente gestione regionale, destinati ai Comuni per la realizzazione di opere pubbliche attraverso la legge 24/1987: si tratta di 6.670.000 euro che riguardano quasi tutti i Comuni della provincia. A questi si aggiungono i fondi inseriti nel collegato alla manovra finanziaria del 2009: altri 3.200.000 euro destinati al complesso San Giuseppe di Crotone (1 milione), alla Fondazione Morelli (1 milione), alla chiesa dell’Immacolata di San Mauro Marchesato (500 mila), al completamento dell’oratorio parrocchiale di Roccabernarda (400 mila) e ad interventi sulle chiese dell’Ecce Homo e del Ritiro a Mesoraca (300 mila). Tutti sospesi dalla Regione. “Portare questa mole di finanziamenti non è stato facile – ha commentato Sulla – ed ora vederli sfumare è inaccettabile. Quando ero assessore regionale, si perseguì l’obiettivo di dare respiro all’economia regionale in una fase di forte crisi, mentre ora bloccare questi investimenti vuol dire favorire il ciclo negativo della crisi”. Secondo il consigliere regionale del Pd sono “10 milioni di euro che possono dare respiro alla nostra economia e vengono bloccati nel totale silenzio della delegazione di maggioranza”. Analoghe situazioni, ha aggiunto Sulla, si verificano anche in relazione ad altre problematiche, come sulla sanità (dove “vengono messi in discussione i fondi per la sanità territoriale e vengono mortificati i punti d’eccellenza crotonesi”) e sull’istituzione del centro di monitoraggio stradale (che “non vogliono realizzare a Crotone”).
 
Gaetano Liperoti

domenica 21 novembre 2010

Volantino del PD Crotone sulla Sanità

CON UN ATTO D’ARBITRIO DISTRUGGONO QUARANTA ANNI DI STORIA E SACRIFICI

Il Presidente della Giunta Regionale, commissario unico per il piano di risanamento sanitario, utilizzando in maniera spregiudicata la fase di difficoltà economica, ha stravolto l’assetto sanitario nella nostra regione con l’unico, evidente, obiettivo di concentrare la totalità delle prestazioni sanitarie di qualità in quattro strutture, le solite note, utilizzando una discreta programmazione per la emergenza-urgenza e attuando la scelta puramente clientelare di non intervenire sulle cause vere e strutturali del disastro sanitario.

CROTONE ED IL CROTONESE IN QUESTO PIANO SEMPLICEMENTE SCOMPAIONO, SONO INGLOBATE, assieme a Vibo Valentia, IN UNA “AREA CENTRO“ DI NUOVA INVENZIONE: NEI FATTI L’AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE DI CATANZARO. Tale piano determina un drammatico arretramento della capacità operativa del nostro Ospedale, capacità costruita con oltre 40 anni di lavoro, nell’isolamento più totale.

Fatte le debite proporzioni, pur essendo tra i più virtuosi in Calabria come evidenziano anche i dati del Ministero della Salute, IL NOSTRO OSPEDALE VIENE RIPORTATO AL RUOLO DI QUARANTA ANNI FA e la propaganda su un suo allargamento è facilmente smentibile con i fatti:


AGGIUNGONO
RIDIMENSIONANO O TOLGONO
Emodinamica
Dermatologia
Urologia
Diabetologia
Neurologia
Gastroenterologia
Riabilitazione
Geriatria

Malattie Infettive

Microcitemia

Lungodegenza

Nefrologia

Neonatologia

Neuropsichiatria Infantile

Oncologia

Audiologia

Terapia Intensiva Neonatale

  Qualora andasse a regime il piano Scopelliti, potrebbe accadere che:
·         Dopo 30 anni un neonato dovrà essere trasferito a Catanzaro.
·         Dopo 30 anni un paziente con patologia infettiva grave non potrà più essere curato a casa sua.
·         Dopo 30 anni un paziente nefrologico dovrà essere trasferito a Catanzaro.
·         Dopo 20 anni un paziente diabetico difficile riprenderà la via di Catanzaro.
·         Dopo 15 anni per le prestazioni gastroenterologiche di alto livello si andrà a Catanzaro.
·         Non c’è più un luogo dove dare risposta ai portatori d’handicap giovanile.
·         Non c’è più un luogo dove dare risposta ai portatori di microcitemia.
·         Nessuna risposta potrà essere data al Centro di prima accoglienza di Isola C.R.
Qualora andasse a regime il piano Scopelliti, potrebbe accadere che:
·         Dopo 30 anni un neonato dovrà essere trasferito a Catanzaro.
·         Dopo 30 anni un paziente con patologia infettiva grave non potrà più essere curato a casa sua.
·         Dopo 30 anni un paziente nefrologico dovrà essere trasferito a Catanzaro.
·         Dopo 20 anni un paziente diabetico difficile riprenderà la via di Catanzaro.
·         Dopo 15 anni per le prestazioni gastroenterologiche di alto livello si andrà a Catanzaro.
·         Non c’è più un luogo dove dare risposta ai portatori d’handicap giovanile.
·         Non c’è più un luogo dove dare risposta ai portatori di microcitemia.
·         Nessuna risposta potrà essere data al Centro di prima accoglienza di Isola C.R.
CHIEDIAMO CON FORZA CHE SIA RESTITUITA PER INTERO ALLA SANITA’ CROTONESE QUELLA CAPACITA’ DI OPERARE CHE HA SAPUTO CONQUISTARE SUL CAMPO E CHE SI RESTITUISCA AI NOSTRI CITTADINI, COME A QUELLI DELL’INTERA CALABRIA, IL DIRITTO A NON ESSERE ESPROPRIATI DELLE PRESTAZIONI SANITARIE DI QUALITA’.